Lo stato dei Rifiuti Speciali in Italia fotografato dall’ISPRA

Come ogni anno, l’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha presentato il suo rapporto sui Rifiuti Speciali in Italia, disegnando una situazione senza grandi miglioramenti, con piccoli incrementi delle operazioni di recupero (+ 4%) e un modesto – 5% di incenerimento dei rifiuti speciali.
Si registra anche una crescita della produzione dei rifiuti speciali in Italia: gli ultimi dati disponibili indicano che la produzione aumenta del 3,3% (circa 4,6 milioni di tonnellate) arrivando a superare 143 milioni di tonnellate. I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93% del totale di quelli prodotti, crescono di oltre 4 milioni di tonnellate (+3,3%), mentre quelli pericolosi di 376 mila tonnellate (+3,9%).
Confermata l’incidenza del settore costruzioni e demolizioni sulla produzione complessiva: con oltre 60 milioni di tonnellate è quello che concorre maggiornamente (42,5% del totale prodotto).
Il Nord Italia rimane il più grande produttore di rifiuti ma registra anche i migliori valori di recupero di materia: infatti al Nord si producono quasi 84,9 milioni di tonnellate (59,2% del dato complessivo nazionale). La produzione del Centro si attesta a 25,1 milioni di tonnellate (17,5% del totale), mentre quella del Sud a 33,4 milioni di tonnellate (23,3%).
La Lombardia produce 32,3 milioni di tonnellate (38% del totale dei rifiuti speciali generati dal nord Italia), il Veneto 15,9 milioni di tonnellate (18,7% della produzione totale delle regioni settentrionali), l’Emilia-Romagna 14,5 milioni di tonnellate (17,1%) e il Piemonte 11,1 milioni di tonnellate (13,1%).
Tra le regioni del Centro, i maggiori valori di produzione si riscontrano per la Toscana con 9,8 milioni di tonnellate (38,9% della produzione dell’intera macroarea) e per il Lazio (9 milioni di tonnellate, 35,8%).
Al Sud, la Puglia con una produzione complessiva di rifiuti speciali pari a 8,9 milioni di tonnellate, copre il 26,5% del totale della macroarea geografica, seguita dalla Campania con 7,3 milioni di tonnellate (21,7%) e dalla Sicilia con 7,2 milioni di tonnellate (21,6%).
Rispetto all’anno precendete si rileva un incremento del 3,7% dei rifiuti complessivamente gestiti; in particolare, le quantità avviate a operazioni di recupero aumentano di poco più del 4 %, e quelle avviate allo smaltimento del 4,5%.

Il recupero di materia
Rispetto all’anno precedente si rileva un incremento del 3,7% dei rifiuti complessivamente gestiti; in particolare, le quantità avviate a operazioni di recupero aumentano di poco più del 4 %, e quelle avviate allo smaltimento del 4,5%. Il recupero di materia è predominante con il 67,7% (103,3 milioni di tonnellate) ed
è effettuato soprattutto in alcune regioni quali: Friuli Venezia Giulia dove si recupera il 78,5%, Trentino Alto Adige ( 77,8%), Campania ( 75,8%) e Lombardia nella quale si recupera il 74,5% del totale dei rifiuti gestiti nelle singole regioni.

L’incenerimento dei rifiuti speciali
con circa 1,2 milioni di tonnellate fa registrare una flessione di quasi 64 mila tonnellate (-5%). I rifiuti non pericolosi inceneriti sono quasi 772 mila tonnellate (64,5% del totale); la restante parte, pari a oltre 424 mila tonnellate (35,5% del totale), è costituita da rifiuti pericolosi.

Lo smaltimento in discarica
interessa circa 11,9 milioni di tonnellate di rifiuti (il 7,8% del totale gestito), di cui circa 10,6 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi. Rispetto al 2017, si registra una leggera flessione, pari a 149 mila tonnellate (-1,2%). Il Nord smaltisce il 55,8% del totale dei rifiuti avviati in discarica, il Centro il 19,1% e al Sud il 25,1%.
Circa 4,2 milioni di tonnellate sono allocate nelle discariche per rifiuti inerti (35% del totale smaltito), 6,6 milioni di tonnellate in quelle per rifiuti non pericolosi (55,9%), e circa 1,1 milioni di tonnellate nelle discariche per rifiuti pericolosi (9,1%).

Export/Import di rifiuti
La quantità totale di rifiuti speciali esportata nel 2018 è pari a circa 3,5 milioni di tonnellate (2,4% della produzione totale). I maggiori quantitativi sono destinati alla Germania (957 mila tonnellate) e sono prevalentemente rifiuti pericolosi (658 mila tonnellate) prodotti dalle attività di costruzione e demolizione (oltre 324 mila tonnellate) e da impianti di trattamento dei rifiuti (285 mila tonnellate).
I rifiuti importati sono pari a 7,3 milioni di tonnellate (5% dei rifiuti prodotti). L’88,4% (circa 7,2 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi ed il restante 1,6% (114 mila tonnellate) da rifiuti pericolosi. I quantitativi più rilevanti, pari a 2,1 milioni di tonnellate, provengono dalla Germania. Significative sono anche le quantità importate dalla Svizzera, oltre 1 milione di tonnellate, dalla Francia, 1 milione di tonnellate e dall’Austria, circa 828 mila tonnellate. La maggior parte dei rifiuti importati è costituita da rifiuti metallici destinati al recupero, principalmente in impianti produttivi localizzati in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia.

Rifiuti speciali pericolosi
Il settore manifatturiero è l’altro grande produttore di rifiuti dopo quello delle costruzioni. Infatti produce il 37,1% del totale dei rifiuti speciali pericolosi, corrispondente a oltre 3,7 milioni di tonnellate. Il 33,7% è attribuibile alle attività di trattamento rifiuti e di risanamento, pari a quasi 3,4 milioni di tonnellate;
segue il settore dei servizi, del commercio e dei trasporti (19,8%) con quasi 2 milioni di tonnellate, di cui 1,4 milioni di tonnellate di veicoli fuori uso. La maggior parte dei rifiuti pericolosi prodotti dal settore manifatturiero deriva dal comparto metallurgico, da quello della fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici, della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e della fabbricazione di prodotti in metalli.
I rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti in Italia sono pari a circa 141,4 mila tonnellate: la produzione al Nord è il 47% del totale con 66,6 mila tonnellate circa. Al Centro la produzione è pari a circa 35 mila tonnellate (25% del totale) e al Sud pari a circa 40 mila tonnellate (28% del totale). Gli impianti di sterilizzazione operativi sul territorio nazionale sono 14, con una capacità totale di trattamento di circa 108 mila tonnellate e costituiscono forme intermedie di trattamento dei rifiuti che successivamente sono avviati a termovalorizzazione o discarica.

di M. A, Melissari

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