Salute: alimentazione sostenibile e stop allo spreco

Il cibo è il fil rouge che unisce i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma i modi di produrlo, distribuirlo, trasformarlo e consumarlo devono essere rivisti per raggiungere entro il 2030 i traguardi dell’Agenda ONU. Il tempo è poco, e nonostante l’ampia mobilitazione globale giovanile sul clima, sono troppi i giovani che non sembrano esserne consapevoli: serve il contributo di tutti per formare i ragazzi e informare adulti e imprenditori per l’attenzione alla sostenibilità. Informazione e Educazione costituiscono alcuni tra i fattori cruciali per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo vale anche per quel che riguarda la promozione di stili alimentari sostenibili, superando gli squilibri valoriali che sono alla radice di gran parte delle scelte alimentari attuali. Che l’Italia abbia tutte le carte in regola per eccellere nel campo della sostenibilità alimentare è risaputo, ma non bisogna cadere nell’errore di credere che la culla della famosa dieta mediterranea sia immune dalla necessità di cambiamenti. Questa è l’occasione da non perdere per trasformare la sostenibilità nel settore agro-alimentare in un vantaggio competitivo, estendendo il modello del Made in Italy a tutte le dimensioni del benessere.

Oltre 9 persone su 10 vivono oggi in luoghi con livelli della qualità dell’aria pessimi e valori di aniride carbonica e di particolato superiori ai limiti fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La produzione alimentare contribuisce significativamente all’inquinamento atmosferico e, al tempo stesso, ne subisce gli effetti: gelate, inondazioni, siccità, che influiscono sulle materie prime disponibili e sulla sicurezza alimentare. La maggior parte dell’inquinamento dell’aria, infatti, è causato da attività umane, tra cui la produzione agricola che genera il 24% delle emissioni di gas serra globali: un dato superiore a quello del settore industriale (21%) e di quello dei trasporti (14%). Studi ci mostrano che, senza misure efficaci di mitigazione dei cambiamenti climatici, ogni aumento di un grado Celsius della temperatura media del pianeta ridurrà in media la resa globale di grano, riso, mais e soia, oltre a portare a una possibile riduzione di elementi nutrizionali quali proteine, ferro e zinco.

Cosa si può fare per invertire questa tendenza? Le soluzioni passano dal piano industriale nazionale, che deve spingere verso un’agricoltura sempre più sostenibile, ma anche dalle scelte delle persone. Ecco perché è importante adottare diete sostenibili, che facciano bene alla salute del nostro Pianeta oltre che alla nostra. La dieta mediterranea risponde già a queste esigenze ed è infatti il modello su cui si basa la Doppia Piramide Alimentare e Ambientale.

Ultimo, ma non ultimo, è necessario rivedere il nostro comportamento in chiave di riduzione degli sprechi alimentari: meno rifiuti, più salute, più risparmio energetico ed economico. Per salvare il nostro Pianeta, insomma, possiamo partire proprio dal nostro piatto!

di APS Litorale Nord

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