Mobilità sostenibile vuol dire anche “condividere”

di Massimo Marciani
Presidente FIT Consulting, Presidente Freight Leaders Council

Il tema della sostenibilità è stato fin dall’inizio declinato anche nella sua accezione relativa alla mobilità (sostenibile) e solo recentemente esteso alla logistica (sostenibile). Ma non esiste logistica sostenibile se non in presenza di logistica condivisa. Ma il perché una logistica sostenibile non può essere che condivisa, questo passaggio fatica ancora ad essere compreso fino in fondo da operatori ed addetti del settore.

Partiamo da alcune semplici riflessioni dunque e vediamo se è possibile tracciare un percorso logico condiviso e condivisibile per l’appunto. In Europa e in Italia circa il 90% del valore di tutte le merci è trasportato da veicoli commerciali pesanti. Il trasporto su gomma costituisce il vero e proprio asse portante del commercio e dell’industria nel nostro Paese. L’Italia si è impegnata a raggiungere una quota percentuale del 30% di merce su rotaia entro il 2030, ma i traffici di merci crescono a velocità molto maggiore in relazione all’andamento del PIL. C’è in questo momento quindi la necessità di allargare l’offerta di trasporto per andare a soddisfare una domanda di mobilità sostenibile in aumento.

Il tema è il medesimo: soddisfare i bisogni di questo tempo senza compromettere il futuro delle nuove generazioni. È necessario gestire al meglio i processi di trasformazione dell’economia che si sono fatti sempre più rapidi con l’accorciarsi dei cicli di sviluppo anche grazie all’introduzione di tecnologie legate all’e-commerce. La nuova condizione di normalità è dunque quella in cui segmenti o interi settori industriali sono costantemente spiazzati dall’innovazione. In questo scenario si deve leggere la necessità – ormai non più rinviabile – di aprire una nuova stagione per la logistica, una stagione che vede tutti gli attori della supply chain dialogare in modo aperto e costruttivo fra di loro. Produttori e distributori di beni, trasportatori e logistici, negozianti e cittadini tutti insieme per un unico obiettivo: ottimizzare le risorse esistenti garantendo ai consumatori di poter disporre di quanto ordinato via e-commerce o acquistato nei punti di vendita fisici. Questa è la grande sfida della logistica collaborativa che gli operatori della logistica debbono raccogliere per farne un punto di forza per lo sviluppo futuro del nostro Paese. Ormai non possiamo più permetterci dei sistemi che non siano ottimizzati, che non sfruttino al massimo le capacità dei magazzini o dei mezzi di trasporto. Dobbiamo velocemente passare da una ottimizzazione basata sulla singola azienda ad una ottimizzazione verticale di filiera e poi – sul medio lungo termine – orizzontale, di sistema. Le nuove tecnologie, la pervasività del cloud e la disponibilità sempre crescente di dati e di informazioni ci consentono di immaginare prima e realizzare poi, sistemi interconnessi basati sull’utilizzo “pay as you use” di infrastrutture e veicoli, soprattutto quando il veicolo a guida autonoma sarà una realtà di mercato, il mezzo potrà essere  una commodity a disposizione di tutti gli operatori del settore. Per questa ragione è necessario fin d’ora riaffermare il concetto che il nostro sistema non può più permettersi servizi di logistica men che ottimizzati e collaborativi fra di loro, non può perché non riesce più ad assorbire tutte quelle inefficienze ed esternalità per troppo tempo scaricate su ambiente e comunità locali.

Le modifiche ai mercati di consumo nazionali in termini di affermazione della sharing economy sono attese entro quattro/cinque anni e questi radicali cambiamenti spingeranno l’intero settore della logistica verso soluzioni collaborative, anche fra competitor, che solo qualche anno fa sembravano impensabili ed irrealizzabili. Molto probabilmente i nostri figli saranno testimoni dell’affermazione di un modello di logistica simile a quello che noi vediamo nascere ed affermarsi oggi per la mobilità delle persone, il cosiddetto MaaS (mobilità come servizio) in cui i produttori dei veicoli e gli operatori della mobilità pubblica e/o privata sono in definitiva trasparenti rispetto al cliente, il quale si concentra solo sul livello di servizio richiesto senza essere troppo interessato a chi effettivamente soddisfa la sua richiesta. L’avvento di un mercato in cui i brand in competizione sono protagonisti di una legittima concorrenza solo quando il prodotto è sullo scaffale, non mentre ci arriva, è molto meno lontano di quanto tutti noi crediamo. Stay tuned!



Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...